18. nov, 2016

LE ABILITA’ MENTALI DEL CAMPIONE

(perché oltre al talento e alla tecnica, è necessaria una buona dose di competenze psicologiche)

 

Non faremmo questo lavoro se credessimo sufficiente nascere con buoni piedi per diventare un grande calciatore. In Italia sono tanti, peraltro, i potenziali talenti ed è sufficiente aggirarsi un po’ per i campi da calcio, anche quelli più scalcinati, di terra battuta, per vedere bambini calcisticamente competenti. Eppure non tutti ce la fanno, anche laddove con “farcela” non si intende solamente l’approdo in Serie A, ma il rendere la passione sportiva una professione sufficientemente retribuita.

Certo, saranno indispensabili l’allenamento, la disciplina, un po’ di sana fortuna e il procuratore giusto che crei le occasioni, ma non dimentichiamoci che per essere scelti (e tenuti) occorre dimostrare anche di avere delle doti personali e caratteriali specifiche.

Nelle nostre schede di valutazione dei calciatori, pertanto, dedichiamo sempre una parte all’approfondimento di limiti e risorse di quelle che vengono definite le “abilità mentali”.

Con questo ci riferiamo in particolare a 7 macro-aree:

-          Autostima: la capacità di credere in se stessi e di puntare su di sé;

-          Determinazione: la capacità di darsi degli obiettivi e perseguirli;

-          Conflittualità: la capacità di gestire la rabbia e trasformarla in energia propositiva;

-          Interazione: la capacità di stare in relazione agli altri, siano questi compagni, avversari o superiori;

-          Concentrazione: la capacità di “svuotare la mente” e canalizzare l’attenzione e le energie sulla gara;

-          Motivazione: la capacità di investire nello sport seguendo una spinta intrinseca e non dettata dall’ambiente circostante;

-          Comunicazione: la capacità di essere assertivi, esprimendo il proprio punto di vista nel pieno rispetto di quello altrui.

È evidente che tale analisi non debba rimanere solo fine a se stessa, come fosse una fotografia statica del ragazzo di cui ci stiamo occupando, ma il punto di partenza per lavorare, in qualità di tecnici, mental coach, ma anche restituendo tali riflessioni alle famiglie dei giovani calciatori, per migliorare quegli aspetti che possono rivelarsi limitanti, non solo nello sport, ma più in generale nella vita del ragazzo.

Capita spesso infatti di dover aiutare alcuni, che magari spiccano per motivazione e determinazione, a limare gli aspetti più impulsivi, che li fanno reagire aggressivamente davanti a provocazioni o frustrazioni; piuttosto che aiutare altri a rinforzare la propria autostima ed apprendere modalità comunicative più dirette, così da essere in grado di esprimere eventuali propri disagi e farsi supportare nel superarli.

Come si può immediatamente intuire, per essere calciatori di successo, così come persone di successo (nel senso più ampio di sentirsi realizzate rispetto alle proprie scelte di vita, qualunque esse siano) è fondamentale aver raggiunto un equilibrio rispetto alle competenze personali e relazionali a cui abbiamo sopra accennato.