29. gen, 2017

EDUCATELI!! Non a vincere, ma ad essere vincenti!!

Il giovane giocatore è, da sempre, quello che curiamo con più passione. Non è che il calciatore ormai maturo sia privo di interesse (anzi, è l’unico che ci paga... 🙂), ma ha di sicuro una personalità strutturata in grado di far fronte alle storture di questo mondo dorato. Le storture, si diceva; sono quelle che alla fine, spesso, trasformano una bella favola in una chimera o, addirittura, in un brutto incubo.

Il meccanismo più delicato è quello del genitore che si occupa della vita sportiva del figlio, pare un luogo comune, ma purtroppo è proprio questo anello centrale della vita di un ragazzo pieno di sogni, a cedere.

Non è difficile verificare quanto si sta dicendo, qualsiasi campo è oggetto di spalti pieni di genitori che possono essere il valore aggiunto per i propri figli, ma che spesso finiscono per essere un freno, non solo al calciatore.

Esempi? C’è chi manifesta continua maleducazione incitando le peggior cose, qualcun altro pretende giocate impossibili da parte del proprio erede, oppure abbiamo l’estremizzazione dello sport nazionale: la lezione di tattica / “il mister è un imbecille”, o giù di li.

Non esiste giudizio in questo articolo, siamo tutti peccatori e fallibili, ergo la passione e l’affetto per i figli può far trascendere, ma è il concetto di CRESCITA che non può e non deve essere l’epicentro del piano d’azione per il futuro. Sì, perché un bambino che gioca deve divertirsi, e che importa se questa domenica ne hanno prese sette, un bambino che gioca deve girarsi e vedere il proprio padre con gli occhi colmi di gioia e di orgoglio e non un invasato che impreca con un arbitro poco più che diciottenne. E poi, un ragazzo può sbagliare uno “stop” senza che debba pensarci fino alla doccia sapendo che arriverà la reprimenda serale, un ragazzo ha il diritto di giocare per divertirsi senza che debba diventare per forza un calciatore professionista.

Ecco, qui mi fermo, gli esempi potrebbero essere rilegati in un intero libro, ma ri-sottolineo, si può giocare senza che sia la tua professione!! Ricordo, UN solo giovane giocatore su 5000 troverà almeno un minuto nella massima serie, questo dicono le statistiche, però avremo altri quattromilanovecentonovantanove uomini da crescere!

Crescere deve essere l’obiettivo, con valori positivi, che sono nel DNA dello sport; fate una lista di tutto ciò che renderà vostro figlio un uomo (o una donna!! Vale anche per le piccole campionesse🙂) di cui essere fieri, e mettete quegli ingredienti nella vostra domenica. Il calcio non esula dal globale percorso di crescita, e personalmente mi auguro sinceramente che mio figlio sia il peggior giocatore del pianeta, ma che sia un uomo di cui essere orgogliosi.