1. dic, 2017

SESSIONE AUTUNNALE : LA GRANDE CHIMERA!

Il punto di vista dell’Agente

Eccoci, ormai il cosiddetto mercato di riparazione è imminente; oddio, i telefoni hanno già da qualche giorno le batterie roventi, ma gli intenti non sono ancora finiti “nero su bianco”.

Forse, aggiungerei! Perché ogni operatore è ben consapevole dei margini risicati sia dal punto di vista economico che dal punto di vista delle opportunità; ma l’isterico via vai di domande, richieste, offerte e trattative sarà comunque quello di sempre e può essere sicuramente un’occasione per raddrizzare le sorti della stagione; sia dal punto di vista delle società che dal punto di vista dei calciatori.

E proprio qui nasce il nucleo di questo articolo! Una considerazione importante, che vuol fare riflettere invece che alimentare decisioni di impulso. Sono tanti, sicuramente troppi, coloro che, in questa fase, decidono di cambiare! Decisione figlia di un malcontento per ragioni che, in realtà, fanno parte della quotidianità del mondo del calcio, ma più in generale nella quotidianità di qualsiasi vita.

La popolazione dei calciatori è molto giovane ,ovviamente, e la tendenza a scappare dai problemi , dalle prime difficoltà, dalle prime imperfezioni ambientali, è radicata nel tessuto sociale. Quindi via con il : “non gioco quanto meriterei”, “la squadra è scarsa”, “l’allenatore non mi vede”, “mi pagano poco” e varie (tantissime) ed eventuali…

Oddio, non è sempre così, esistono situazioni oggettivamente insostenibili; ma ormai la casistica e la mia personale esperienza, parlano di POCO CARATTERE. Ebbene, senza carattere, senza saper soffrire non si arriva da nessuna parte! E non solo nel calcio…

Far cambiare idea ad un Mister vale più di una tripletta; dimostrare sul campo vale più di mille procuratori; affrontare le difficoltà fa, di un ragazzo, un vero uomo!

Non è demagogia, è una riflessione… detto questo, tra un paio di i prossimi giorni sposterò parecchi calciatori e molti di loro riusciranno a trovare un ambiente più congeniale, ma resta salda in me la convinzione che chi ha saputo “soffrire” saprà presto vincere.

 

Il punto di vista della psicologa

In studio in questo periodo, ma a dire il vero già da più di un mese, si susseguono genitori e ragazzi (ma più genitori, e su questo anche bisognerebbe riflettere) che lamentano una situazione “insostenibile” nella squadra dove hanno cominciato a giocare, spesso solo dalla scorsa estate. Tanti i motivi del malcontento, comune la sensazione di “meritare di più”. E magari si trovano nella società per la quale hanno fatto i salti mortali, quella in cui a giugno ti pregavano di essere inseriti, ma che ora sembra non rispondere più a bisogni e aspettative.

Ho provato ad analizzare questi “casi” e mi sono resa conto che – fatta la tara per alcune situazioni per le quali in effetti non si è generato davvero un incontro funzionale, né per gli uni né per gli altri – la maggior parte dei grandi scontenti presenta delle caratteristiche comuni.

La prima cosa che salta all’occhio è che i delusi sono proprio quelli che in qualche modo lo scorso mercato, si sono scelti la squadra. Quelli che han fatto vari provini, che avevano diverse possibilità, ma hanno voluto andare proprio lì. All’apparenza sembra paradossale, ma ad un esame più attento non lo è. Il lavoro di un’Agenzia come la nostra, infatti, è proprio quello di creare opportunità il più possibile “su misura” del ragazzo, considerando sia l’aspetto tecnico (come le caratteristiche specifiche di quel giocatore potrebbero trovare spazio in quella specifica squadra, con quelle specifiche esigenze) che quello psicologico (come le caratteristiche personali del ragazzo possono incontrarsi con quel particolare contesto).

Davanti alla volontà del ragazzo e della famiglia però facciamo sempre un passo indietro: hanno loro l’ultima parola sulla scelta. Succede pertanto che a volte tale scelta venga fatta su aspetti superficiali (la squadra che sembra dare maggior prestigio ad esempio) che perdono presto il loro appeal di fronte alle tante variabili che l’inserimento in un nuovo gruppo di lavoro comporta.

C’è poi un problema legato alla generazione, e non solo strettamente al mondo del calcio, ed è la scarsa capacità di reggere le frustrazioni e di trasformarle in un potente motore di cambiamento e di miglioramento personale, legato alla sovrastima di sé e all’idea del “tutto subito”.

Chi ha questa capacità mentale sarà un vincente sempre nella vita.

3 consigli allora per il prossimo mercato: umiltà, resilienza e… fidatevi fino in fondo dei professionisti che scegliete!